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Storia dell'infiorata di Fucecchio

Infiorata

Infioritalia

In Italia la tradizione dell'INFIORATA pare abbia avuto inizio nel 1265 nella Basilica Vaticana da Benedetto Grei, capo della Floreria apostolica, seguito poi nell'incarico da Lor4enzo Bernini. Ben presto fu, imitata, in tutto l'orbe cattolico, per conferire maggior decoro e splendore alle feste ecclesiastiche e in particolar modo alla Processione del CORPUS DOMINI. L'INFIORATA più famosa è quella di GENZANO di Roma dove viene ricoperta un'area di 1900 mq. complessivi con dodici quadri floreali di sete metri per quattro. Altre infiorate hanno luogo a Bolsena, Spello, Morolo, Gerano, Agosta, Genazzaro, Poggio, Pievelago e Scarperia. Fucecchio negli anni 30 subì l'influsso di quest'usanza che ebbe in ORAZZINO il cappellaio di Valdarnese, il primo motore che, con un centinaio di Fucecchiesi, cospargeva le strade di fori e di rametti di bosso, alternando delle composizioni di sacre figure. La Pro-loco di Fucecchio si muove pertanto su questo vecchio solco e già nel 1990 ha ripristinato l'antica usanza. Quest'anno l'impegno è maggiore, viste le adesioni di gruppi che sono già al lavoro per stabilire le zone del percorso da infiorare, per scegliere i soggetti e preparare tutto il materiale occorrente per le varie composizioni. L'INFIORATA è un poema di fiori al quale partecipa con entusiasmo tutta la popolazione con un'ordinata collaborazione che con disciplina si ripartisce i compiti assegnati. A Fucecchio per il CORPUS DOMINI per tavolozza, la natura, si dipinge con fiori in un percorso tradizionale che si snoda dalla Chiesa della Collegiata, Piazza Vittorio Veneto, Via Donateschi, Piazza Montanelli, Chiesa delle Vedute, Corso Matteotti, Via Arturo Checchi, Via Machiavelli, Piazza Nicolini, Borgo Valori per poi rientrare solennemente in Duomo. Oltre i fiori sono usate molte specie di vegetali per meglio far risaltare i colori nelle composizioni. I quadri sono dipinti con i colori più puri che si possono trovare al mondo, quelli che ci profonde a piene mani la natura, trovate un rosso più rosso del papavero, un giallo più giallo della ginestra, un rosa più rosa della rosa, e poi, tutte le sfumature possibili dei garofani, dei fiori di campo e degli acini d'uva, il marrone scuro del caffè. E' con questi fiori che ci si accinge a preparare l'INFIORATA. I soggetti e i disegni non portano la firma illuste di un Bernini attuale, né di pittori più o meno conosciuti, ma il risultato della passione e del cuore della gente fucecchiese che, ritrovato lo spirito di collaborazione nelle contrade, oggi scende anziché nella ''Buca del Palio'' per veder correre un cavallo, sul selciato cittadino in una tenzone che è un atto d'amore. Questo tappeto floreale che dura lo spazio di un giorno, è rigorosamente rispettato dalla popolazione fino al passaggio della Processione, e gli stessi partecipanti incedono ai lati di questo omaggio di fiori, lasciando transitare sopra solo quel piccolo gruppo che porta in trionfo il corpo divino del Signore. Chi non partecipa direttamente al lavoro degli improvvisati pittori floreali, manifesta la gioia per la festa aprendo porte e finestre lungo il percorso, arricchendolo con composizion e stendendo tappeti ed arazzi. Essendo l'INFIORATA ogni anno favorita dagli addobbi per il Palio, tutto il percorso sarà un inno di festa e di giubilo.

 
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